Quotidiano Ligure

9 maggio 2008

Genova – I dati sull’Economia

Filed under: Genova — Redazione @ 11:57 pm
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Si tiene è tenuta la sesta edizione della Giornata dell’Economia, l’iniziativa delle Camere di Commercio che offre il quadro della situazione socioeconomica di ogni provincia italiana.

“Stiamo vivendo una fase di rallentamento nello scenario economico internazionale – e nazionale di conseguenza- fase che sembra destinata a protrarsi per un certo tempo” è il commento del Presidente della Camera di Commercio Paolo Odone.

“Diversi sono i fattori che vi hanno contribuito: innanzi tutto la crisi dei mutui sub-prime americani e la sua ricaduta sull’economia reale (la crisi  ha spinto la Federal Reserve a tagliare massicciamente il costo del denaro per cercare di aiutare le banche coinvolte ed ha contribuito così a deprezzare il dollaro rispetto all’euro); in secondo luogo gli ormai noti rincari sul fronte delle materie prime, specialmente il petrolio, dei generi alimentari e, non meno sentiti, delle tariffe dei servizi locali.

E’ però molto probabile che, data la peculiarità della sua struttura economico-produttiva, la provincia di Genova non subirà gli effetti peggiori di questa fase di rallentamento, come peraltro già è avvenuto in passato.  Infatti, le specializzazioni  del nostro settore manifatturiero ( certamente non orientato verso la produzione di beni di consumo)  e la tenuta del terziario turistico e dei trasporti dovrebbero agire in funzione anti-ciclica, consentendo alla nostra provincia di superare anche questo periodo sfavorevole.

Insomma, per dirla con una battuta, il bicchiere potrà anche essere mezzo vuoto, ma il vino è di quello buono”.

Ecco il quadro di sintesi che emerge dagli ultimi dati disponibili.

Sul fronte della popolazione non ci sono particolari novità: la provincia conta 887.094 abitanti (- 0,3% rispetto al 2006) , di cui 615.686 (pari al 69%) risiedono nel capoluogo.

Il 5% della popolazione provinciale è costituito da stranieri residenti (44.322) percentuale che cresce al 5,8%  nel caso del comune capoluogo (dove sono 35.255).

Siamo, neanche a dirlo, una provincia ricca: nel 2005 (ultimo dato disponibile) il reddito lordo disponibile pro capite è  di 19.824 euro (+2% rispetto al 2004), a fronte dei 16.426 euro della media nazionale.

Anche il patrimonio medio delle famiglie (per tale si intende la somma di: fabbricati, terreni, aziende, beni durevoli, biglietti e monete, depositi, titoli a reddito fisso, azioni e partecipazioni, riserve tecniche) è di tutto riguardo: 438.208 euro (superiore del 21% alla media nazionale), il che ci colloca al 17° posto nella graduatoria delle province italiane, guadagnando ben 6 posizioni rispetto all’anno precedente.

Nella gestione del proprio patrimonio i genovesi prediligono il mattone (inteso come investimenti in abitazioni e terreni) rispetto agli investimenti finanziari: questi  crescono, nell’ultimo anno, del 3%, mentre i primi del 15%.

I genovesi investono, ma riescono anche a risparmiare: i depositi raggiungono gli 11.867.615 euro (+ 2.6% rispetto all’anno precedente), mentre gli impieghi compiono un balzo in avanti del 13,8% toccando i 14.810.366 euro. Crescono anche gli sportelli bancari (da 507 a 522), mentre diminuiscono di ben un punto le sofferenze sugli impieghi, passando dal 4,4 al 3,4% a conferma della tradizionale capacità di far fronte agli impegni assunti.

I consumi finali interni delle famiglie raggiungono in provincia i 15.106 milioni di euro e rappresentano il 55% del consumo dell’intera regione (27.151 milioni di euro), aumentano in linea con il dato nazionale ma debolmente, con tassi di poco superiori al 2%. Scorporando l’effetto prezzi (l’inflazione) l’incremento è intorno all’1% a Genova e allo 0,5% in Italia.

Dalle famiglie alle imprese.

Le imprese attive iscritte al Registro Imprese al 31 dicembre 2007 erano 69.855: il 4%  nell’agricoltura e nella pesca, l’11% nell’industria, il 17% nelle costruzioni, il 32% nel commercio, il 7% nel turismo (inteso come alberghi, bar e ristoranti)  ed il restante 29% negli altri servizi.

Il 2005 (ultimo dato disponibile) ha visto la creazione in provincia di 3.038 vere nuove imprese (ovvero imprese non nate da trasformazioni, scorpori, separazioni o altro). I settori preferiti sono quelli del commercio (26%) e delle costruzioni (21%), e i nuovi imprenditori sembrano prediligere l’entroterra: in 6 comuni interni (Borzonasca, Campo Ligure, Casella, Castiglione Chiavarese, Masone e Rossiglione) le vere nuove imprese rappresentano l’80% e oltre delle nuove imprese in generale.

E dei veri nuovi imprenditori (3.389) si può dire che sono in netta prevalenza adulti (75% nella fascia d’età 25-49 anni) e uomini (72%).

Anche tra i nati all’estero cresce la voglia di fare impresa: più propensi sono i Senegalesi 1.076 residenti di cui 568 titolari di ditte individuali, seguiti dai Marocchini, 984 imprenditori su 3.982 residenti, e dai Cinesi (307 su 1.318); i meno propensi sono gli Ucraini (24 lavoratori autonomi su 945 residenti), i Cingalesi (22 su 1044)  ed i Filippini (solo 5 su 584). Interessante notare come anche la comunità straniera più numerosa, quella ecuadoriana (14.322 residenti in provincia) abbia ultimamente iniziato a manifestare una certa propensione all’impresa: sono ad oggi 540 i titolari ecuadoriani di imprese individuali (139 imprenditrici e 401 imprenditori).

Per quanto riguarda  l’occupazione i dati della  banca dati Asia, che non comprende il settore agricolo, strano che il 53% degli occupati lavora in imprese di piccole dimensioni (1-9 addetti), il 22% in imprese di dimensione media (10-49 addetti) e il 25% in imprese con più di 50 addetti.

Il 18% degli addetti è occupato nell’industria in senso stretto, il 9,5% nell’edilizia, il 21% nel commercio, il 7% nel turismo (alberghi, bar e ristoranti), l’11% nei trasporti ed il restante 33% negli altri servizi.

Le imprese artigiane, nel complesso, occupano il 15% degli addetti in provincia.

L’apporto dei diversi comparti alla formazione del valore aggiunto provinciale vede: agricoltura 0,4%, industria in senso stretto 11,2%, costruzioni 5.3%, servizi 83,1%.

Le imprese artigiane, operanti nei diversi settori, contribuiscono al valore aggiunto provinciale per 1 miliardo e 461 milioni di euro, pari al 10,5% del totale.

Il PIL procapite passa dai 25.759 euro del 2006 ai 26.417 euro del 2007, con un incremento del 2,5% (più che doppio rispetto alla performance regionale di +1,1%).

I dati di traffico del porto di Genova nel corso del 2007 risultano positivi, con incrementi:

  • nel traffico totale con 58,6 milioni di tonnellate (+4%);
  • nel traffico containers con 1.855.000 teu (variazione 2006-2007: + 12%)
  • nel traffico passeggeri, per i traghetti (+2,5%) e per le crociere (+9,5%).

 

La criticità maggiore resta la situazione infrastrutturale sia per l’accessibilità interna, sia esterna all’area metropolitana genovese, indipendentemente dalla modalità di trasporto (ferro o gomma).

La non certezza dei tempi di trasferimento, sia per i percorsi a lunga, sia a corta percorrenza, costituisce un fattore di riduzione della competitività dell’area e un elemento generatore di inefficienza sul sistema generale, con pesanti ricadute sulla produttività delle nostre imprese.

La congestione, oltre a generare inefficienze al sistema produttivo, costituisce un’esternalità negativa da monitorare con attenzione, anche con riferimento agli impatti generati sull’ambiente, sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini.

L’aeroporto realizza nel 2007 un buon risultato nel traffico passeggeri, che per la prima volta superano il milione e 100mila (+4,5%). Così come in crescita da tre anni è il numero degli aerei (sfiorati i 30mila nel 2007: +7,8%).

In leggera flessione è invece la movimentazione merci (-1%), più decisa quella postale (-14%).

Confortanti le notizie sul fronte turistico, dove nel 2007 abbiamo i nuovi record di arrivi (1.135.426), sia per quanto riguarda la componente italiana (701.819) sia per quella straniera (433.607).

Si conferma la tendenza ormai consolidata alla diminuzione della durata dei soggiorni in albergo che interessa sia la componente nazionale che quella estera.

Per quanto riguarda le provenienze, i turisti italiani arrivano principalmente dalle regioni confinanti (Lombardia 28% e Piemonte 11%) e dal Lazio (15%), mentre i turisti stranieri provengono per lo più da Francia (13%), Germania e Stati Uniti (pari merito al 12%).

Interessante il dato sulla spesa dei viaggiatori stranieri, che hanno lasciato nel 2007 nella nostra provincia ben 463 milioni di euro (+15,5% rispetto ai 401 milioni dell’anno precedente).

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