Quotidiano Ligure

9 maggio 2008

Genova – Caccia ai bracconieri

Filed under: Genova — Redazione @ 11:33 pm
Tags: , , ,

Visori notturni, fotocamere digitali e anche nuove tecnologie che rivelano i richiami elettronici per uccelli, proibiti nella caccia (e permessi solo per fotografie, documentari e attività di studio e ricerca) ma che i bracconieri usano ugualmente, comandati a distanza dai telecomandi e mimetizzati tra gli alberi. Sono alcuni dei nuovi strumenti di cui la Polizia Provinciale di Genova si è dotata per contrastare i reati ambientali e faunistici e raccoglierne le prove nell’epoca in cui anche l’illegalità ricorre alle tecnologie avanzate. Ne hanno parlato i suoi ufficiali e investigatori al convegno nazionale specialistico delle polizie organizzato oggi dalla Polizia Provinciale e aperto al Teatro della Gioventù di via Cesarea dal presidente Alessandro Repetto e dal prefetto Anna Maria Cancellieri, con le conclusioni affidate all’assessore Piero Fossati. Al convegno, moderato dalla comandante Francesca Bellenzier – che ha consegnato il crest della Polizia Provinciale al presidente Repetto e al prefetto Cancellieri – hanno partecipato trecento ufficiali e agenti investigatori di tutta Italia delle Polizie provinciali, municipali, delle Forze dell’ordine dello Stato, guardaparco, guardie ecologiche volontarie, con l’intervento di numerosi esperti del settore, compreso un magistrato spagnolo e il capo del nucleo di polizia ambientale della Catalogna, alla presenza in sala anche della vicepresidente della Provincia Marina Dondero e della presidente Sonia Zarino e del consigliere Angelo Spanò della commissione consiliare ambiente. La tracciabilità dei rifiuti nello smaltimento e trasporto, le analisi balistiche e documentali, il campionamento delle acque e degli inquinanti, le nuove tecniche anti-bracconaggio, i rapporti tra investigatori e magistratura inquirente nell’attività di polizia ambientale sono stati temi principali per fare il punto su modalità e procedure di indagine e ricerca delle prove e sulla complessa normativa di tutela del patrimonio ambientale. “La Polizia Provinciale – ha detto presidente Repetto – ha fatto passi da gigante per contenuti e conoscenze ambientali, capacità scientifiche e giuridiche in tema ambientale che fanno onore alle sue professionalità e rispondono pienamente all’impegno pieno e convinto della Provincia per la salvaguardia del territorio e lo sviluppo sostenibile.” Fra i relatori la dottoressa Paola Ficco, esperta di gestione rifiuti e prevenzione dell’inquinamento del Ministero dell’Ambiente intervenuta sulla gestione e tenuta dei registri di carico e scarico e dei formulari di trasporto rifiuti, la dottoressa Campasso, responsabile del Gabinetto di Polizia Scientifica della P.S. di Genova intervenuta sull’attività di Polizia Scientifica nella tutela ambientale; il sergente Gemma Ribera Mitjans, capo Nucleo Ambientale della Polizia della Regione Autonoma di Catalogna che ha portato l’esempio dei Mossos d’Esquadra nella raccolta e utilizzo delle prove nelle indagini ambientali; il dottor Luca Ramacci, sostituto procuratore al Tribunale di Tivoli relatore sull’attività di polizia nell’accertamento dei reati ambientali; il dottor Massimo Boasso, dell’Arpa Piemonte, intervenuto sul campionamento di acqua e rifiuti; il commissario Eraldo Minetti e il sovrintendente capo Augusto Atturo della Polizia Provinciale di Genova che hanno parlato delle fonti di prova per reati in campo faunistico. Tra queste anche Internet perché “agendo sulla proprietà di immagini web di cacciatori che esibiscono le prede si può determinare quando sono state scattate e se in quel periodo era consentita l’attività venatoria.” Ma il contrasto si fa anche con i “manuali del pelo, piume e anche squame, per riconoscere anche da un piccolo reperto dimenticato in un portabagagli se la specie era protetta o cacciabile”, oppure con microfilamenti inseriti nelle trote prima dei ripopolamenti dei corsi d’acqua, per difendere questo patrimonio ittico “dai saccheggiatori di professione, che magari rivendono i pesci sottratti illegalmente a qualche ristorante, però grazie alle microstringhe elettroniche ci sono dispositivi in grado di rintracciarli persino in cucina.”

Annunci

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: