Quotidiano Ligure

29 Maggio 2008

Regione Liguria – Blocco degli sfratti per alloggi pubblici

Archiviato in: Liguria — Redazione @ 4:18 pm
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Riguardo alla modifica della legge sul sostegno alla locazione, che prevede una proroga da tre a sei mesi dello sfratto per gli inquilini morosi dell’edilizia pubblica residenziale, l’assessore all’edilizia Bianca Maria Berruti ha detto: «Questo articolo ci mette in condizioni di non sfrattare le famiglie morose in gravi difficoltà dopo soli 3 mesi. Questa modifica permette di sospendere il procedimento e di fare in modo che una commissione verifichi il tipo di morosità e che siano sfrattati soltanto i morosi colpevoli, non le persone che si trovano in situazione di effettivo estremo disagio. Si tratta di un provvedimento di grande civiltà». «Nei casi estremi – ha replicato Abbundo – è il Comune che deve intervenire, non la Regione». Critico anche Morgillo: «Va stabilito a chi compete rispondere. La Regione non può risolvere i problemi personali dei cittadini, deve dare risposte legislative. Sono i Comuni che devono affrontare le esigenze abitative dei cittadini». Ubaldo Benvenuti (L’Ulivo) ha difeso la norma: «Dà una risposta immediata a un problema grave e urgente. Se non facciamo questo blocco degli sfratti di edilizia pubblica per sei mesi, le persone in condizioni di estremo disagio da domani sono fuori di casa. Non capisco questo accanimento».  Cola ha aggiunto: «È una soluzione in attesa di modifiche. Ci sono altri punti da rivedere, come ad esempio il tetto massimo degli affitti. Se una famiglia ha superato i limiti di reddito per stare in un alloggio Erp, piuttosto che sradicarla dal quartiere in cui vive, ha senso aumentare il canone di affitto».

«Ci sono molte questioni che necessitano adeguamento legislativo su questa norma – ha detto Vincenzo Nesci (Rifondazione comunista). – Il nostro paese è il fanalino d’Europa sull’edilizia pubblica. Bisogna rivedere la legge e andare incontro alle crescenti esigenze sociali. Quello di oggi è un intervento tampone per situazioni gravissime, ma dobbiamo considerare il crescente disagio sociale».

Anche Burlando è intervenuto, precisando «bisogna distinguere due questioni: un conto è la revisione della legge, l’altra è l’assistenza sociale. Trovo singolari gli interventi dell’opposizione. Oggi qui affrontiamo una questione drammatica, proprio per non concentrarci sul caso singolo personale raccontato anche dalla stampa. La legge 10 approvata non prevedeva nessuna deroga, noi abbiamo compiuto un’operazione assolutamente legittima».

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