Possono coesistere i traffici marittimi, le attività portuali e antropiche con la tutela dei mammiferi marini che vivono nel Santuario per la Protezione dei Mammiferi Marini in Mediterraneo?
A questa domanda daranno risposta, in un convegno organizzato da Legambiente a Genova, mercoledì 14 maggio a partire dallle ore 9.00, presso Palazzo San Giorgio, il mondo della ricerca, quello industriale, dello shipping e delle Istituzioni.
Lo spazio marino meditterraneo è un’area fortemente antropizzata dove intenso è il traffico marittimo. Sono oltre 2.000 i traghetti, 1.500 i cargo e 2.000 le imbarcazioni commerciali, di cui 300 navi cisterna, che operano giornalmente in questo mare, con un traffico annuo complessivo di circa 200.000 imbarcazioni di grandi dimensioni. Contemporaneamente si concentra qui un’importantissima biodiversità, sia per varietà che per quantità, ed un grande numero di hot spot e di aree protette.
Il Santuario Pelagos è la prima area protetta d’alto mare per la protezione dei mammiferi, nata grazie all’accordo sottoscritto nel 1999 tra Francia, Italia e Principato di Monaco. Un’area internazionale di oltre 8 milioni di ettari, che è regolarmente frequentata da consistenti popolazioni di Balenottere comuni e Stenelle, Capodogli, Grampi, Tusiopi, Globicefali e Delfini comuni.
La realizzazione del Santuario prevede l’intensificazione dell’attività contro l’inquinamento di qualsiasi origine che possa avere impatto sui mammiferi marini e sui loro habitat, la soppressione progressiva degli scarichi tossici derivanti da fonti a terra, il divieto di catture o turbative intenzionali dei mammiferi marini, la regolamentazione o divieto di competizioni a motore.
“E’ senza dubbio il trasporto di petrolio greggio e dei prodotti della raffinazione a rappresentare uno dei principali e più preoccupanti rischi per il Mare Nostrum – afferma Sebastiano Venneri, reponsabile mare di Legambiente - Il traffico petrolifero nel Mediterraneo, il più consistente tra tutto il trasporto marittimo di merci, rappresenta circa il 20% del traffico mondiale marittimo e, nonostante lo sviluppo di navi a doppio scafo dopo i diversi incidenti avvenuti, la presenza di petrolio e idrocarburi rimane elevata”.
I dati prodotti dalla stessa Unione Petrolifera indicano infatti che tra i mari del mondo quello Mediterraneo presenta la più alta concentrazione (38 milligrammi per metro cubo) di catrame disciolto. Ma a preoccupare il mondo della ricerca vi è anche l’inquinamento acustico prodotto dai motori delle imbarcazioni, che interferiscono con i segnali comunicativi dei mammiferi marini e le collisioni che procurano danni mortali a queste specie.
Legambiente in questa sede si confronterà i diversi soggetti interessati anche per chiedere un impegno italiano ed europeo, per la definizione delle Particularly Sensitive Sea Area in sede IMO, allo scopo di giungere alla regolamentazione internazionale del traffico marittimo.
Il convegno “Traffici marittimi e Santuario dei mammiferi marini.Politiche, pratiche ed esperienze per una convivenza possibile” è patrocinato da: Ministero dell’ Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, Autorità Portuale di Genova, Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Accobams, Pelagos.