Liguria - Cuore troppo grande per 1 lugure su 500
Sabato 10 maggio nell’ambito del convegno si parlerà di una famiglia di malattie del cuore, a carattere genetico ed ereditario, che riguardano 1 soggetto su 500 nella popolazione generale, con una netta prevalenza negli uomini piuttosto che nelle donne (60 per cento rispetto al 40 per cento). Le cardiomiopatie sono in sintesi malattie del muscolo cardiaco che possono causare un marcato ispessimento delle pareti del cuore od una dilatazione della sua cavità, e possono provocare una morte improvvisa senza dare precedenti sintomi anche in persone di età molto giovane, fin dai 15-20 anni. Il Dott. Paolo Spirito, organizzatore e presidente del convegno, e Direttore della S.C Cardiologia dell’Ente Ospedaliero Galliera afferma che: “Negli ultimi quindici anni, la scienza medica ha fatto passi da gigante nello studio delle cardiomiopatie su base genetica. Ad esempio, per la cardiomiopatia ipertrofica possono essere eseguiti una serie di esami che permettono di verificare le alterazioni del DNA che causano questa malattia, con un semplice esame del sangue. L’Ente Ospedali Galliera ed il nostro Reparto di Cardiologia segue da anni diverse centinaia di pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, provenienti da tutta Italia.” Quali cure: La cardiomiopatia ipertrofica deve essere considerata, attualmente, una malattia cronica, nel senso che non si può curare definitivamente, tuttavia oggi la medicina ed i nuovi strumenti rendono possibile una convivenza con una normale longevità e le sue complicanze più serie possono spesso essere trattate e controllate con farmaci o con dispositivi impiantabili. Un defibrillatore salvavita sopra il cuore: La moderna tecnologia ci ha messo oggi a disposizione un particolare tipo di apparecchio (defibrillatore) che è impiantabile sotto pelle del paziente ed è in grado di proteggere dalla morte improvvisa in caso di arresto cardiaco. Quindi i pazienti con cardiomiopatia ipertrofica che sono chiaramente ad alto rischio di morte improvvisa possono essere candidati all’impianto di un defibrillatore automatico. Questo dispositivo è in grado di identificare aritmie potenzialmente letali e dare uno shock elettrico, per interrompere l’aritmia e reinstaurare il normale ritmo cardiaco. In singoli pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, l’impianto del defibrillatore può permettere una normale durata di vita e per certi versi essere considerato una ”cura” della malattia. Negli ultimi anni, i defibrillatori sono diventati più piccoli e molto più facili da impiantare in porzioni del torace in cui non risultano fastidiosi e, nella maggioranza dei casi il loro impianto richiede degenze ospedaliere di una sola notte, senza interventi chirurgici importanti.